Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/376

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324 g. f. gamurrini - di un semisse di roma, ecc.

congiunti secondo il rito. Ciò non solo serviva a meglio distinguere nella stessa tomba quanto gli doveva spettare, ma ancora perchè non fossero gli oggetti, specialmente quelli di comune uso, adoperati dai viventi. A questo fine s’ incideva la voce SVTHINA (sepulcrale) a traverso alla parte levigata degli specchi volsiniesi : a questo fine spezzavansi di sovente armi e vasi : e per questo si proseguiva a deporre l’aes rude nel secolo terzo (a. C), quando era già in uso la moneta colle sue impronte : e perfino ho constatato, che nel primo secolo si spezzavano per mezzo gli assi onciali, onde non tornassero nel mercato. Un esempio pure rarissimo è a noi giunto; quello di veder incise in un asse sestantario le parole: FORTVNAI STIPE (B. d’Ailly, Recherches sur la monnaie rep. pl. LIV, p. 12), per denotare che quello faceva parte di una stipe alla Fortuna, forse ancora per erigerle un tempio. E così osservando le contromarche nei nummi della repubblica, le quali sono in massima parte indecifrabili, possiamo ben supporre che alcune siano contrassegni di stipi sacre, o di nummi collectitii a scopo determinato.