Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/101

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pesi proporzionali desunti dai documenti, ecc. 97

il Guérard dice che fin verso l’anno 800 proseguiva in uso negli atti pubblici, ed Inchemaro arcivescovo di Reims, nella vita del beato Remigio, riferisce che il soldo di 40 denari cessava ai tempi di Carlo Magno, fatto che viene confermato coll’abolizione definitiva di quel soldo nella legge salica, ordinata nel 8011.

Questo soldo terminava adunque colla nuova legge carolina, perchè essendo nuovamente aumentato il valore del denaro d’argento, non più 40, come osservammo sui documenti italiani, ma un numero minore occorreva per formare quel soldo.

Questa valutazione del soldo in 40 denari, alla quale i numismatici non diedero valore, assegnandogli eziandio un periodo che non gli appartiene (quello merovingio), ci guida ora a conoscere che quella libra da Pipino nel 755 divisa in 22 soldi, non è la libra romana di 12 once, ma bensì un’altra di un decimo più pesante, perchè non è corrispondente a sei soldi d’oro o di quaranta denari, prezzo della libra romana in argento, ma a sei soldi e sei decimi di soldo, coi quali si ha invece il peso di once romane 13 20/100.

Per la qual cosa non due libre per l’argento furono in quel periodo in uso nelle Gallie, come il Guérard ed il de Barthélemy proponevano, ma bensì tre con i seguenti proporzionali pesi.

1.° La libra divisa da Pipino nel 755 in 22 soldi, tagliata in 261 denari, equivalente a sei soldi di 40 denari e sei decimi di soldo, e del peso di once romane 13 21/90. Con questa nuova divisione di questa libra (già in uso sotto gli ultimi merovingi ed allora tagliata in 300 denari) ebbe principio il periodo del soldo di 40 denari.

2.° La libra descritta nel testo del concilio d’Herstal

  1. Balutius, Capitul. ann. 801. Tit. XV.