Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/164

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158 notizie varie

Milano della stessa epoca, cioè quello di Francesco II Sforza, è senza contromarca. Non avrebbe forse servito questo seguo a dare corso legale o forzoso nel nostro Ducato alle monete di altri Principi di peso e titolo inferiore?

Ing. Carlo Clerici.


Falsificazioni moderne. — Un raccoglitore milanese ci mostrò, qualche tempo fa, uno zecchino di Ferdinando II Gonzaga, Principe di Castiglione (1680-1723). Quella moneta sarebbe affatto inedita e sconosciuta. Eccone la descrizione:

D/ — * FERD * II * S * R * I * E * CASTILIONIS * P •

Nel campo, in un cerchio di perline, le iniziali fG (sic), sormontate da corona.

R/ — B • ALOYSIVS • GON • PATR • CAST •

S. Luigi in piedi di prospetto. Ha un giglio nella sinistra, e colla destra accenna ad una corona posta a’ suoi piedi.

Al primo vederla, abbiamo subito riconosciuto in quella moneta una falsificazione moderna, opera dei soliti fabbricatori, di cui abbiamo varie volte raccontate le gesta. La falsità della moneta si palesa facilmente dal suo disegno rozzo, ingenuo, stentato, mentre le monete di Ferdinando II, coniate a Castiglione, sono tutte pregievoli per l’arte, e ci dimostrano che colà lavoravano abilissimi incisori. Non è quindi neppure supponibile che le monete d’oro, ossia quelle di maggior importanza, fossero affidate ad artisti di minor vaglia.

E poi, più che l’assenza dell’arte, notiamo in questa moneta, la sua, per dir così, perfetta modernità, specialmente nei caratteri della leggenda. Essa certamente fu fatta da un incisore solito a fare medagliette sacre, timbri e sigilli, il quale, non avendo alcuna pratica della numismatica antica, non potè cambiare la mano e produsse una moneta, che ha tutta l’aria di un gettone, di una marca da giuoco. Se ciò non bastasse, per provare la falsità della moneta, accenneremo come, quasi contemporaneamente alla comparsa di