Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/310

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294 francesco gnecchi

zione, mercè la gentile cooperazione d’alcuni amici1, posso offrirne oltre a una settantina, rappresentanti trenta nomi diversi, come primo abbozzo di questa nuova serie. Essa si verrà a poco poco completando, di mano in mano che i raccoglitori vorranno far conoscere quelli da loro posseduti.

Dai pesi segnati a ciascun pezzo e meglio ancora dal prospetto, che precede la descrizione, nel quale, allato al peso medio approssimativo del sesterzio e del dupondio sotto i diversi imperatori, ho segnato i pesi dei pezzi descritti, appare chiaramente come essi in generale rappresentino molto approssimativamente il doppio della moneta originaria, doppio Dupondio o doppio Sesterzio. Alcuni vi arrivano esuberantemente, pochissimi, in via eccezionale, rappresentano un multiplo molto superiore al doppio. Questi si riscontrano principalmente fra i dupondii, e gli esempi più forti li abbiamo nel pezzo di Tiberio (N. 7), che rappresenta almeno G dupondii, in quello d’Augusto (N. 1), che ne rappresenta 5, e nell’altro di Nerone, (N. 11), che ne rappresenta da 4 a 5. Ma la massima parte non arriva che a stento, a rappresentare il doppio peso della moneta semplice; fatto che del resto non è speciale al caso nostro, ma che si verifica costantemente in tutte lo monetazioni e in tutte le epoche, incominciando dall’asse romano il quale non raggiunge mai il peso delle 12 once, che dovrebbe rappresentare.

Certo che la necessità di appoggiarsi unicamente al peso (e qual altro elemento vi potrebbe essere di distinzione fra due monete battute cogli identici conî?) costituisco il punto nero della questione;

  1. Ringrazio cordialmente i Sigg. M. Montagu di Londra, Feuardent, Mowat e Guérin di Parigi, Stettiner di Roma, Sambon di Napoli, che mi fornirono preziosi dati sui pezzi delle loro collezioni, o d’altre.