Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/30

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della numismatica come scienza autonoma 23

consta, per così dire, di cento e cento sparse Provincie, le quali nessuno si cura di radunare in un corpo solo, perchè da un lato la sterminata quantità dei monumenti suggerisce spontanea la convenienza di limitarsi ad una classe particolare, dall’altra lo studio dei monumenti medesimi è spesso considerato come mezzo, non come scopo, ed è diretto quindi soltanto alla illustrazione storica, artistica od economica di un dato periodo, di un dato paese.

Difficile impresa infine, quando si rifletta che nella Numismatica è quasi impossibile il separare la teorica dalla pratica, anzi, separandola, si incorre in gravissimi pericoli, si rischia di architettare deduzioni e sistemi campati in aria, perchè il punto di partenza, il punto essenziale, l’autenticità dei monumenti, checché se ne dica, rimane di spettanza della pratica. Udii una volta un arguto scienziato straniero dichiarare che a proposito di Numismatica è lecito parlare di tutto. Questa frase, sotto una forma paradossale, racchiude una grande verità. A quel modo che le notizie staccate e le rappresentazioni dei monumenti numismatici si trovano spesso disseminate in libri nei quali a nessuno cadrebbe in mente di doverle rintracciare, così la nostra disciplina si avvantaggia di nozioni attinte ad ogni ramo dello scibile, e si piega docilmente ad ogni applicazione, talché spesso, nelle dissertazioni numismatiche, vediamo che lo scrittore dopo un breve accenno o dopo la semplice pubblicazione del monumento, si diffonde non solo in considerazioni ed in commenti d’indole storica, biografica artistica od economica, ma in digressioni d’ogni fatta sino quasi a perdere di vista il punto di partenza È quindi tanto più necessario, è indispensabile anzi che questo punto di partenza, cioè, ripeto, l’autenticità, e (aggiungo) la retta interpretazione del monumento, sia fuor d’ogni contestazione; e a tale scopo