Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/33

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26 solone ambrosoli

genza; dinanzi ad un monumento, ve ne chieggono la patria, l’età, vi chieggono ragione delle proteiformi sue manifestazioni storiche, linguistiche, artistiche, sociali, scendono a mille imprevisti particolari, e di ognuno vi domandano la spiegazione minuta ed esatta; né a voi serviranno di scusa le mille altre cognizioni laboriosamente acquistate, se a quelle domande non vi soccorrerà volta a volta una pronta e soddisfacente risposta.

La conseguenza di queste condizioni di fatto sarebbe senza dubbio d’indurre nello scoraggiamento chiunque volesse addentrarsi nello studio di questa scienza, se, per una naturale reazione, dall’eccesso del male non nascesse il bene, cioè la evidente necessità ed il fermo proposito di trovare il mezzo per dominare dall’alto questa massa apparentemente confusa di nozioni, invece di rimanerne oppressi e sopraffatti.

Questo sarebbe appunto lo scopo principale cui tenderebbe il corso che sto per intraprendere; indicare con quali sistemi, con quali accorgimenti, con quali sussidi si possa costringere questa fiumana, imponente ma torbida e melmosa, a dividersi in grandi canali, a suddividersi in canali minori, sino a ramificarsi via via ed a depurarsi in rivoli e ruscelletti, limpidi e docili al nostro desiderio.

Per giungere a tale risultato, dovrò incominciare dall’esame dei caratteri intrinseci ed estrinseci dei monumenti numismatici, e dalla esposizione dello scopo che si prefigge la nostra scienza, perchè ne scaturisca un concetto chiaro e possibilmente preciso della natura di quei monumenti, dell’aspetto sotto il quale li consideriamo, e scompaia quella indeterminatezza per cui, anche nel pensiero di persone colte, la Numismatica si confonde talora coll’Archeologia, colla Sfragistica o scienza de’ sigilli, colla Glittografia