Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/39

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32 solone ambrosoli

un fatto notevole, di servire di premio, di distinzione, d’ornamento, ecc.

Le medaglie, nel significato odierno della parola, sorsero col Rinascimento italiano; dapprima consistevano, più che altro, in grandi bassorilievi di bronzo o piombo, ed erano opera di pittori e scultori, che le modellavano in cera e poi ne gittavano un ristretto numero d’esemplari in metallo; più tardi s’incominciò a ridurne le dimensioni, a coniarle invece di fonderle, e a poco a poco assunsero un carattere più storico che artistico, moltiplicandosi di numero, nello stesso tempo, sin quasi all’infinito.

Lo studio delle medaglie del Rinascimento è oggi coltivato con particolare amore, e la letteratura francese, in ispecie, vanta opere grandiose intorno a questo ramo nobilissimo della Storia dell’arte; ciononostante vi è ancora largo spazio alle ricerche, e a noi italiani riescirebbe di onore il recare nuovi contributi ad uno studio che in gran parte si aggira sulle opere e sui casi dei nostri artisti, e che, comunque, riconosce da essi l’origine e l’incitamento.

Anche le medaglie dei secoli più recenti possono formare soggetto di studio, principalmente per il riguardo storico, e infatti non mancano opere voluminose che le illustrino; le stesse medaglie contemporanee, pure prescindendo dal merito artistico, rivestono il carattere di documenti metallici, e possono eccitare per ciò il nostro interesse e la nostra attenzione.

Parlerò quindi, per quanto succintamente, della storia della medaglia dal suo sorgere sino a’ giorni nostri; tanto più che la medaglia, dopo il periodo per così dire autonomo del Rinascimento, diviene la compagna e la seguace fedele della moneta in quasi tutte le zecche.

Dirò infine brevemente delle tessere, dei gettoni, dei pesi monetali, dei piombi, delle placchette, e di