Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/409

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360 alberto puschi

Pietro Gradenigo, dimostrerebbe che le monete furono accumulate pochi anni dopo l’esaltazione di quel doge.

Se non ci fosse l’aquila, di cui fu supposto che stesse in relazione colla dignità di vicario imperiale, lo stesso Portioli1 non sarebbe alieno dall’accettare lo scudo, che nel suo grosso si vede fasciato, per arma de’ Bonacolsi, i quali dal 1276, col titolo di capitani del popolo, ressero Mantova per più di cinquant’anni. Ma trattandosi di contraffazione di una moneta forestiera che allora godeva in Italia molta reputazione, io sono d’avviso che della presenza dell’aquila non possa tenersi gran conto; laonde rimosso questo ostacolo nulla c’impedisce di giudicare che anche i tirolini di Mantova, almeno quelli del tipo di Monfalcone, sieno stati coniati intorno all’anno 1310.

5. — Verona.

D/ — : DE — VE — RO — NA. Croce doppia come nei precedenti.
R/ – + : SANCT’ : ʒENO – : Fra le quattro rosette lo scudo colla scala proprio degli Scaligeri, nel campo l’aquila coronata senza fascie agli omeri. Pezzi 2.

Uno degli esemplari da me pesato è uguale a grammi 1.400.

Questa moneta venne già attribuita a Can Grande della Scala (1311-1329)2, ma potrebbe essere stata battuta da questo principe ancor quando egli teneva il governo insieme col fratello Alboino.

F. — Di Padova sono le due uniche monete di mistura fornite dal nostro deposito. Corrispondono a

  1. Op. cit. Parte I, pag. 52.
  2. Luschin, Loc. cit., pag. 336 e tav. VIII, n. 10.