Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/489

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422 nicolò papadopoli

di transizione, in cui il potere sovrano non era esattamente regolato, e quindi prima della conferma degli statuti, privilegi e consuetudini chiesti ed approvati nella capitolazione del 25 settembre 1363, ma confermati soltanto con lettera di Sisto IV al cardinale Orsini nel 18 novembre 1472.

Dopo questo tempo troviamo i nomi e le armi dei pontefici sulle monete di Fano, che però conservano una fisionomia speciale sino a Giulio II, dopo il quale sembra che la zecca sia stata chiusa per qualche tempo. Egli è perciò che credo completare questo cenno della zecca di Fano col quattrino di Alessandro VI (1492-1503), riportato dal Cinagli1 ma senza disegno.

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8. Mistura (peso grammi 0,35).

D/ — Stemma con piccole chiavi: • ALEX • • PAPA • VI
R/ — Santo vescovo in piedi benedicente: CIVITA S • FANI •


PESARO.


Con erudizione e dottrina scrisse Annibale degli Abati Olivieri la storia della zecca di Pesaro prima che di questa città diventassero padroni i Della Rovere; le monete dei duchi di Urbino coniate a Pesaro furono descritte d Rinaldo Reposati, e non pochi nummi sfuggiti a questi lavori illustrarono G. A. Za-

  1. Cinagli, Monete dei Papi, pag. 69. n, 35.