Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/504

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due medaglie vicentine inedite 437

rata, fosse calva. Il rilievo, ancorché logoro alquanto, accusa, non v’ha dubbio, la mano d’un artefice provetto. Vi si legge all’ingiro: ISABELA • NOGA • VALM • V • AET • S • A • XXXXX • Il rovescio reca uno scudo di forma ovale, contornato di fregi in bel rilievo con nella parte superiore una maschera. Il campo è diviso in quattro quarti. In due, l’alto a sinistra e il basso a destra, sta scolpito lo stemma de’ Valmarana, che consiste in una lista di rombi, o fusi. Nei due altri quarti son foggiate tre bande merlate e contro doppio, Tarma gentilizia dei Nogarola. A sinistra dello scudo v’ha una I, che è l’iniziale forse d’Isabella, e a destra una V, forse Valmarana e a piedi il millesimo 15661.


Chi fosse, ne’ particolari della vita, Isabella Nogarola, non è certo facile a dire. Si sa unicamente, che il casato, onde usciva, era antichissimo. Il Da Schio non dubita nemmeno ch’esso traesse le origini da Nogarole, una terra vicentina a ridosso d’Arzignano, e che si dividesse poi in due rami, l’uno de’ quali tramutavasi in Verona, durante la signoria degli Scaligeri2 e saliva in bella riputazione per la singolare cultura di quattro donne, prima delle quali la celebre Isotta. Il ramo, che non si tolse a Vicenza ed ebbe a illustrarsi sopra tutto per gli studi di Leonardo, un dotto filosofo del secolo decimo quinto3, venne

  1. V. Magrini, Op. cit., pag. XXIV in note. — Vedi anche Da Schio, Memorabili. Famiglie Nogarola e Valmarana, msc. nella Comunale di Vicenza.
  2. Da Schio, Op. cit.
  3. Calvi, Biblioteca degli scrittori Vicentini tom. III, pag. XXX. Vicenza 1775