Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/518

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

documenti visconteo-sforzeschi, ecc. 451

odierna mancanza degli spezzati [Riv. ital. di num., fasc. II, 1893, p. 267].

«Serenissimo principe & clementissimo signore,
«Da poi V. S. ha facto abbatere loro et la moneta, che è la desfatione di poveri homini et artesani voj5tri,et è la grassa di richissimi et de I altre città non sottoposte a V. S. azò che non sia la ultima desfactione de le vostre città et poveri artisti, proveda sua S. V. o vero faza provedere che loro et le monete non siano portate via avisando quelle che non solamente sonno portate via in sachitti ma oni di, oni dì, oni dì sono portati via in balle grosse. Se V. S. non li provede in breve, et essa vivesso L.ta anni, non li farà ni potrà farli tornare, et alla fiata se ne porria bavere desasio, avisandola che laltre signorie se ne ridono, et avisando ancora V. S. che una volta la felice memoria del duca Filippo abbate el ducato chio mi ricordo solo tré sexini, et poi fra doi misi lo ritornò al suo primo pretio, et ebbe a dire che saria stato meglio chel havesse perduta una città. Et non se dubiti niente V. S. che avanti sia uno anno, essa rimprovera quelli che gli ano dato questo consiglio. Se io avesse dicto cosa che a V. S. rincresesse, supplico quella se degnie perdonarmi. Mediolani die xxij aprillis 1460.

«Ill.me dominationis vestre

fidelissimus servitor et fidelis».


203. — 1460, aprile 26, Milano. — Si concede a Matteo de’ Toscani del qd. Luchino, cittadino milanese, l’offitium ponderandi aureas pecunias con salario di fiorini 5 mensili (Registro ducale, n. 93, fol. 199].


204. — 1460, luglio 15, Milano. — Maestro Antonio da Caravaggio, orefice, vien mandato nelle parti del Novarese per " alchune medaglie et monete de argento trovate in quello palese „ [Reg. duc., n. 100, fol. 81 t. — Gazz. numismatica, anno IV, n. 12].

«Il da Caravaggio era in quell’anno tra gli «offitiales ceche Mediolani». Alcuni mesi prima di recarsi nel Novarese, portavasi a Venezia, e cioè nel febbraio 1460. Ai 17 giugno 1463