Pagina:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu/459

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la zecca di campobasso 443

ristampe della mia memoria, di sette decigrammi e mezzo di peso.

Veduta, forse, la richiesta, il corso e la mancanza che d’ambedue i tornesi campobassani eravi ne’ diversi mercati nostri e di Levante, come avveniva, del resto, per quelli dei principi latini e greci della Morea e dell’Epiro, e per desiderio di rannodarli più strettamente a quelli di Clarenza e d’Atene si dovette coniare il seguente:

D/ – + ★ CAMPIBASSI ★ Croce.
R/ – + ★ CLARENTIA ★ Tempio1

Ma la grande emissione di moneta campobassana, se va tratta una legittima conseguenza dal non scarso numero di campioni giunti a noi, comincia con quella portante nel

D/ – + ★ NICOLA • COM ★ Tempio.
R/ – + ★ CAMPIBASSI ★ Croce.

Ed infatti mentre i primi sono rappresentati da due esemplari di sola mistura, e quindi non possiamo affermare se vennero o no impressi in altro metallo, quest’ultimo invece giunse a noi battuto in rame ed in biglione2.

Lo descrive di mistura Vincenzo Lazzari, ed anzi soggiunge che in una varietà, con Nicola Come, l’epigrafe è preceduta e seguita da un fiordaliso3. Carlo Kunz ne registra uno d’egual metallo, scorgen-

  1. Sambon A., Archivio storico per le Provincie napoletane. Anno XIX, Fascicolo I, pag. 198.
  2. Dei tornesi portanti nicola com o come quelli in biglione hanno da 19 a 20 millimetri di diametro e da 7 a 9 decigrammi di peso e quello in bronzo 19 millimetri di diametro e 9 decigrammi di peso. Però io credo che i non corrosi debbano generalmente avere 20 millimetri ed 1 gr.
  3. Lazzari Vincenzo, Rivista della Numismatica. Anno 1864. Vol. 1, Fascicolo I.