Pagina:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu/81

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di alcune monete della zecca di verona 79

nerebbe ad un’epoca più tarda, e ci avvicinerebbe invece a quella dei denari coniati da Berengario I (888-924) nelle zecche di Milano e di Pavia.

La leggenda: In Christi nomine che ci richiama alla memoria l’invocazione Nel nome di Dio che portano le monete dei Califfi fin dall’VIII e IX secolo, e che qui parrebbe esser stata posta ad antitesi di quella, potrebbe altresì far pensare a un tentativo da parte dei cittadini di Verona per sottrarsi dalla dipendenza dell’impero ad imitazione di quanto sembra aver fatto, benchè in condizioni diverse, Venezia, che battè quel suo denaro col Christe salva Venecias, che dal Papadopoli è ritenuto della seconda metà del secolo IX (855-880)1.

Non avrei argomenti sufficenti per indicare l’avvenimento che può aver dato occasione alla città di Verona per emettere questa moneta, che le notizie a noi giunte di que’ tempi parlano troppo frequentemente di sommosse di popolo, di discordie de’ grandi, e di lotte lunghe e spesso sanguinose fra i pretendenti alla corona d’Italia, delle quali fu campo la città stessa di Verona, dove Berengario I cadde miseramente sotto il pugnale dei congiurati.

Comunque sia, scopo principale di queste note si è quello di segnalare l’esistenza di una moneta fin’ora, a quanto credo, sconosciuta, onde possa formare oggetto di studio per chi si accingerà a scrivere la storia della zecca di quella illustre città.

Oltre il denaro di Lotario II, si conoscono i denari dalle due croci di Berengario II2, e di Ottone I3 per Verona, dei quali ultimi si hanno numerose varietà di conio.


  1. Papadopoli, Le monete di Venezia, pag. 22. Venezia, 1893.
  2. Kunz, Loc. cit.
  3. Zanetti, Op. cit. T. IV, tav. IV, n. 16.