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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/463

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450 luigi frati

allora gli fu concesso per gli stessi capitoli[1]. E così dovettero andare le cose sino ai 29 di agosto del 1519, sotto la quale data leggesi, sempre ne citati Verbali, che fu presentato un Proclama papale[2] sopra le monete doro, d’argento e di rame, intorno al quale furono dette più cose; concludendo però di aspettare e vedere ciò che era per fare la zecca di Bologna; al quale effetto incaricarono ser Francesco Massaro de’ banchieri, presente e accettante, a prendere le opportune intelligenze[3].

Quale risultato avessero queste pratiche non è dato conoscere per documenti; e molto meno la ragione, onde la nostra zecca s’indusse a questa specie di plagio, riproducendo identico il diritto del ducato modenese; quando pure per imperiosa circostanza non fosse stata costretta a procacciarsi il punzone da quella di Modena; con che verrebbero a spiegarsi le lievissime differenze, che a mala pena si scorgono fra l’uno e l’altro diritto[4].

Conoscendosi il tempo della coniazione del ducato modenese, è agevole inferirne la data approssimativa di quello di Bologna, la quale deve cadere fra il secondo semestre del 1517 e il primo dicembre 1521, in cui mancò di vita Leone; e ciò quanto al diritto, giacchè pel rovescio non avevasi che a far uso di quello già improntato ne’ ducati coll’arme del Pontefice.

Resta ora ad indicare l’incisore di esso ducato; perocchè Rafaino, che ne’ molti documenti della zecca modenese riportati dal cav. Crespellani s’incontra più volte, vi è sempre

  1. Arch. Comun. di Modena. — Vacchetta dei Partiti Comunali, a. 1517, pag. 79b. (Segn. R. III, 83).
  2. È un Motuproprio di Leone X risguardante la coniazione delle monete di qualsiasi metallo nelle città di sua giurisdizione: Dat. Romae apud S.m Petrum die xviij Junij m. d. xviiij; che però non fu letto al Consiglio generale di Modena che il 29 agosto 1519.
  3. Vacch. cit., a. 1519, a fol. 99a, sotto la data 29 agosto 1519: Tandem dictum fuit expectari et videri quid factura sit Civitas bononie; et ideo ut intelligat ser Francisco massaro banchario presenti acceptanti cura data fuit.
  4. Ivi, a fol. 99: Chunei stamparum monetarum m.ri Rafaini dela Cecha dati fuerunt d.no Jac.o Scanarolo penes se acceptanti.