Pagina:Roma Antica 4.djvu/57

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DI OTTAVIO FALCONIERI 45

quel che si trascura, fugge tra mano. Né vi è alcuno si poco versato nelle cose de’ Secoli trapassati, il quale non sappia, quanto abbia giovato talora allo scoprimento de’ più occulti, e maravigliosi segreti della Natura l’osservazione di cose per altro leggiere, e di niun momento.

Ch’esser suol Fonte a’ rivi di nostr’arti.

All’imitazione de’ nidi delle Rondini fatta da quei primi uomini, i quali fabbricando i lor tugurj di loto, e di frasche, cominciarono a schermirsi dall’ingiurie delle stagioni, attribuisce Polidoro Virgilio l’origine dell’Architettura; e voi stesso sapete, che il Galileo, chiarissimo lume della nostra Patria, dall’osservazione del moto di una lampana pendente nel Duomo di Pisa, ch’egli dopo molta avvertenza comprese terminare in eguale spazio di tempo i grandissimi, e poscia i piccolissimi archi, che col muoversi in qua, e in là descriveva, cavò tante belle specu-