Pagina:Roma sotterranea cristiana.djvu/38

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la roma sotterranea cristiana 31


Non dirò di più: lasciando ben volentieri al lettore vedere nell’opera quello che io ridir non saprei in pochi tratti; tutte vo’ dire le sottili investigazioni e l’erudizione svariatissima che il ch.mo Autore spiega largamente nell’esame e dichiarazione di questo vasto ed intricatissimo piano, a dimostrarne l’origine e svolgimento tra il III e V secolo; e a dar con ciò compimento all’analisi illustrativa, avviata nei due precedenti tomi, di tutta la sotterranea necropoli di s. Callisto.


III.

Il Cimitero di s. Callisto sopra terra.


Gettando ora uno sguardo sulla immensa superficie esteriore della già descritta sotterranea necropoli, non poche tombe e sepolcri si vedono qua e là, in mezzo a quella solitudine, spuntare isolati, solinghi e come seminativi dal caso. Se non che, furono veramente tombe e sepolcri d’isolato e parziale interesse: o non più presto coordinati al sistema sepolcrale delle sottostanti regioni, e costituenti insieme un regolare cimiterio a cielo aperto?

Ecco un quesito affatto nuovo nell’istoria della Roma sotterranea, non risoluto, e nemmeno avvertito, da quanti trattarono, fin qua, della Roma sotterranea.

Il de Rossi adunque, concepita l’alta importanza del risolverlo, ne fa in questo terzo libro obietto principale a nuove sue disquisizioni; le quali non ristringe al solo cimitero che or prende a descrivere, ma di più tende a stabilire un criterio generale a giudicare delle antiche cristiane necropoli costruite sopraterra.

E come ei procede sempre con la scorta positiva dei dati storici e con severa critica, muove anzitutto (cap. I) da sventare con argomenti di storia e di fatto la falsa opinione tenuta nei tempi passati, che Coemeterium fosse quasi sinonimo di sepolcreto sotterraneo. Cotalchè il dotto Settale, nonostante che fosse inclinato a credere esistiti Cimiteri anche sopra terra, per non cozzare con la prevalente opinione, si mostrò pronto a rinunziare alla sua, quando gli venisse contraddetta. Così il dotto gesuita p. Marchi, trovate le tombe del sistema cimiteriale a cielo aperto nella sacra necropoli di Ciriaca, non ne riconobbe la condizione, e le suppose parte d’uno speciale sistema sotterraneo. Il de Rossi intanto che nelle sue esplorazioni