Pagina:Roma sotterranea cristiana.djvu/51

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44 la roma sotterranea cristiana

Ma se però le dolorose e anormali condizioni di quei tristissimi tempi portavano che i proscritti e angariati cristiani si facessero di qualunque antro o caverna, tempio a’ loro divini misteri, sarebbe errore il pensare, che non si dessero cura, massime nei momenti di tolleranza e di bonaccia, di costruirsi o scavarsi nei sotterranei cimiteri, delle cripte o chiesette, ove con maggior proprietà e decenza celebrare i sacri misteri. Sino dai tempi del ch. p. Marchi si vedevano nel sotterraneo di s. Callisto (per non uscire del nostro principal soggetto) chiesette a tale scopo fornite, e non poche altre cripte, le quali illuminate da ampli lucernari ci dicono aperto aver servito di luoghi di adunanza ai primitivi fedeli. E a cotesto monumento di prova aggiunge il ch.mo Autore il Cimitero di Chiusi, le Catacombe di Napoli, l’Oratorio scoperto sull’Esquilino, e, sopra tutti, il Cimitero Ostriano.

Cotesto cimitero infatti egli esaminando ed illustrando, lo costituisce archetipo, non pure delle cripte che servirono ai fedeli per le loro sinassi, ma dell’ordine gerarchico altresì che tenevano nelle loro adunanze. Vi trova infatti il sepolcro-altare, le cattedre, la sedes, e il suggestum, o tribunal o bema, poi chiamata tribuna: tutti luoghi, insomma, destinati al clero e sue Dignità.

Riassumendo quindi i dati raccolti nello svolgimento storico e monumentale di cotesti sotterranei cubicoli destinati alle liturgiche sinassi, osserva che nella regione Luciniana e nell’Area prima (nucleo primordiale) del Cimitero Callistiano, furono cotesti cubicoli angusti generalmente e oscuri; farsi più ampli e a due stanze con lucernari, allo scavarsi delle aree susseguenti, sul cadere del secolo terzo; prendere successivamente, a’ tempi di Diocleziano, maggior sviluppo e ampiezza; moltiplicarsi in tre e quattro cubicoli con laterali ed esterni edifizi; quella forma, a dir breve, che presenta la sotterranea chiesetta Ostriana, e molti altri cimiteri da lui esplorati. Donde ei conclude, che nei due primi secoli, quando a’ cristiani era lecito, come a ogni cittadino Romano, di adunarsi nei loro Cimiteri all’aperto (cubicula superiora), poco ebber essi bisogno di valersi dei sotterranei per le sinassi. Ma proscritti e cercati a morte nel correre del terzo secolo, e tolto loro da barbari editti imperiali il diritto dei cimiteri, è naturale che cercassero un asilo nelle viscere meno spietate della terra; e dassero mano a scavarsi quelle cripte sotterranee, ove ascondere all’occhio nemico e profano de' ministri imperiali la celebrazione de’ loro divini misteri.

Ma qui si domanderà: se col cessare della persecuzione, cessò pure la pratica delle liturgiche sinassi nei sotterranei?