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Cap. X

Dell’abuso del governo
e della sua propensione a degenerare.

Siccome la volontà particolare continuamente agisce contra la volontà generale, così il governo fa uno sforzo continuo contro la sovranità. Più aumenta quello sforzo, e più si altera la costituzione; è siccome non evvi costì altra volontà di

    mente degli stati i più numerosi. La grandine flagella qualche cantone, ma porta di rado carestia. Le ribellioni, le guerre civili sgomentano assai i capi, ma non formano la vera disgrazia dei popoli, che possono pur pigliare del fiato nel mentre che si lotta con chi li tiranneggierà. Le loro prosperità o calamità reali nascono dal loro stato permanente: quando tutto rimane schiacciato sotto il giogo, allora tutto deperisce, ed i capi distruggendoli a loro agio ubi solitudinem faciunt; pacem appellant. (Tacit., Agric., 31.) Quando le contese dei grandi agitavano il reame di Francia, e il coadiutore di Parigi portava al parlamento un pugnale in tasca, non fu tolto al popolo francese di vivere per ciò felice e numeroso in una onesta e libera agiatezza, Altre volte la