Pagina:Saggio di racconti.djvu/109

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cecchin salviati 101

lacrimando insieme sulla memoria della madre, Francesco sfogò il suo dolore, e si sentì sollevato. Allora l’Anna, preso un tuono più confidente: «Sì, continuò, sì, sta di buon animo. Astienti per ora dal disegnare, e il cuore mi dice che presto sarai consolato.» Poi gli dette un bacio, e lo lasciò pieno di conforto. Francesco non s’era mai sentito commosso come in quel giorno; benedisse l’affetto della sorella, e fece proposito di seguirne i consigli.

LE FESTE

Verso la fine dell’anno 1523 il cardinale Giulio, figliuolo di Giuliano dei Medici, fu eletto Papa; e siccome era fiorentino, così il giorno dopo il colloquio di Francesco con la sorella, incominciarono in Firenze le feste per celebrare quell’elezione.

I Medici, per le grandi ricchezze acquistate col commercio, per le dignità avute in patria e fuori1, per l’appoggio degli stranieri, e per una sfrenata ambizione, avevano talmente soverchiato l’autorità del popolo, che ormai parevano piuttosto principi che cittadini. Tanto essi che i loro amici esercitavano le primarie magistrature, e trattavano arbitrariamente i più gravi negozi della repubblica. Fomentando poi le discordie, e prevalendosi del disordine e dei mali

  1. Giovanni dei Medici, nato nel 1475 e fatto pontefice col nome di Leone X nel 1513, arricchì sommamente la famiglia.