Pagina:Saggio di racconti.djvu/111

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cecchin salviati 103

timi discendenti, Alessandro di 13 e Ippolito di 12 anni. Ma l’elezione del cardinale Giulio dei Medici alla dignità del papato era opportuna per rinfrescare le forze e l’audacia del loro partito, che appunto allora pericolava. Quindi le feste in onore del nuovo Pontefice furono piuttosto ordinate che spontanee per sincero giubbilo universale. I soli amici dei Medici vollero sfoggiare, appunto per dispetto degli avversari; e poichè Firenze è stata sempre doviziosa d’artefici eccellenti, e in quel tempo ve ne erano molti dei ragguardevoli, così fu facile trovarne alcuni che o per avidità di guadagno o per paura, o guardando solo alla celebrità della repubblica, ponessero mano a quelle feste, e le facessero riescire sontuose.

Così coi denari del comune furono addobbati i palazzi medicei e le chiese, alzati archi trionfali sulle piazze e sui trivii, scolpite e dipinte bellissime istorie nelle facciate dei principali edifizi, e fatte luminarie, processioni e solenni ringraziamenti. Il Duomo poi fu ornato più pomposamente e religiosamente che si poteva e di lumi e di festoni e di scudi, e d’una innumerabile e molto bene scompartita quantità di drappelloni. Alla porta principale fu fatto un bell’ornamento d’architettura, con parecchie storie di basso-rilievo, tutte coperte d’oro, significanti le gesta di Gesù e degli Apostoli, e sopra di esse, come in luogo più eminente e più degno, una grandissima arme dei Medici con le coppette egualmente dorate, con le chiavi papali e il triregno. Quest’arme poi faceva