Pagina:Saggio di racconti.djvu/140

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132 racconto undecimo

di, il pericolo di rimanere a ogni passo colpiti dalla pestilenza, le esortazioni, le minacce stesse degli assistenti, non valsero a fargli esitare un istante; e risoluti si trassero infino al letto del padre. Quand’esso gli vide, cominciò subito a scongiurarli di tornar via perchè non rimanessero infetti dal male, a rimproverarli d’averlo disobbedito; ma nel tempo stesso il povero padre che aveva potuto pigliare quella eroica risoluzione, e che avrebbe saputo sostenere di non più rivederli purchè fossero salvi, non potè reggere alla consolazione di ritrovarsi in mezzo a loro e alla tenerezza che gli svegliavano dandogli così gran prova d’affetto filiate. Lasciare a un tratto la propria casa, e, prevedendo una morte inevitabile, trovarsi separato dai suoi figliuoli, era stato un dolore troppo acuto; quindi la malattia aveva anche indebolito il suo animo, e alla fine il cuore doveva dominare la riflessione; laonde concesse loro di rimanere, purchè non gli si accostassero; e pianse con essi. I figliuoli, che erano desolati all’estremo, avrebbero dato la loro vita per salvargli la sua, ma non potevano neanche assisterlo come il cuore voleva, poichè ormai era inutile. Si rassegnarono a tenergli compagnia l’uno da una parte, l’una dall’altra del letto; e non pensando nè a cibo nè a sonno, parevano determinati a seguirlo nel sepolcro. In poco tempo fu perduta ogni speranza di guarigione, e avvicinandosi l’agonia, i medici non consentirono che gli amorosi figliuoli restassero lì fino all’ultimo. Rice-