Pagina:Saggio di racconti.djvu/16

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8 racconto primo

serbiamolo a suo padre e a sua madre per quando non saranno più miserabili come ora. Quei montanari sono tanto buoni! lo meritano. Ti rammenti eh! di quando andasti in montagna col tuo cugino Taddeo?» — «Davvero!» rispose Nanni infiammato dalla carità della madre, dalla compassione pel fanciullino, e dalla riconoscenza pei montanari «ci trattenemmo lassù cinque giorni, e non ci riuscì di spendere nè anche un soldo. Tutti facevano a gara per averci con loro. Pulenda, cacio e latte.... non si discorreva di mangiar altro, perchè non vi è altro lassù; ma il buon cuore poi, sfido io!... Oh! la gente del piano verso il Borgo, è un altro par di maniche; come non si mette mano alla tasca...» — «Lasciamo andare questo discorso, interruppe la Maria mentre accarezzava il fanciullo; non tutti possono fare come in montagna, specialmente dove concorre più gente. Ci vorrebbe altro! Del resto, delle persone di buon cuore ve ne sono anche nel piano; e quando avrai più esperienza, potrai giudicare meglio di queste cose. Ora pensiamo a questo bambino. Si chiama Ilario. Vediamo di tenerlo svagato perchè la passione di non veder più la mamma nè il babbo non l’abbia a fare ammalare.» Nanni gli stava attorno a baciarlo, ad accarezzarlo; ma il povero Ilario non gli badava, e girava gli occhi stralunati intorno alla stanza, cercando forse il volto dei genitori. La Maria s’era impensierita per le conseguenze di quella dolorosa separazione.