Pagina:Saggio di rime.djvu/23

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* xxii *

GIunta alfin l’ora in ciel da Dio prescritta
     Per dare al mondo un opportun riparo,
     E volgere in bel riso il pianto amaro
     4Dell’infelice umanitade afflitta:
Con altro colpo, cui non fe’ Giuditta,
     Ad uomo, non che a femmina assai raro,
     L’Unigenito Figlio al rio avversaro
     8Oggi apportar s’accinge alta sconfitta.
Fatal sconfitta, onde tremar d’Averno
     Le porte udransi; e sì dell’uom tradito
     11Vendicator farassi il Verbo Eterno.
Ma qual fia l’arco, e le saette ardenti,
     Che mostran l’empio Belzebù schernito?
     14Chiodi, croce saran, piaghe e tormenti.




Sta