Pagina:Salgari - Duemila leghe sotto l'America - Vol. II.djvu/10

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8 capitolo xiv.


grande ci vogliono delle migliaia e forse dei milioni di litri.

— L’America ha delle sorgenti immense nelle sue viscere e tali da bastare per parecchi secoli ai bisogni del mondo intero.

— Questa è una sorgente perduta.

— Verrà un tempo che qualcuno la scoprirà, non dubitarne.

— Quell’uomo diverrà milionario.

— Tutti gli oil-princes1 sono diventati milionari, molti però in brevissimo tempo si rovinarono. Conosco uno di questi oil-princes che ha divorato in poco tempo i milioni che aveva accumulati quasi senza fatica e che ora è un misero portinaio; un altro, che era figlio di una povera vedova, in soli venti mesi trovò modo di mangiare in baldorie nientemeno che otto milioni.

— Sono molte le sorgenti scoperte?

— Si possono contare sulle dita, però ultimamente se ne scoprirono talune nel Canadà, nella Pensilvania e nella Virginia.

— La prima sorgente dove fu scoperta?

— La prima di qualche importanza fu scoperta nei pressi di Titusville durante il 1859. Per otto mesi di seguito fornì circa 1500 litri di petrolio al giorno, che equivalgono a dieci barili. Oggi, i pozzi, forniscono in media dai 10000 ai 12000 barili al giorno.

— Tanto da inondare una intera provincia. E quanti barili si spediscono in Europa?

— L’anno scorso, cioè nel 1868, Anversa importava 400,000 barili; Brema circa 350,000; Cork e Gibilterra quasi altrettanti; la Francia 292,000. Suppergiù un milione e mezzo di barili.

  1. Principi d’olio. Con questo nome gli Americani chiamano i proprietari di sorgenti di petrolio.