Pagina:Salgari - Duemila leghe sotto l'America - Vol. II.djvu/19

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i primi abitatori dell’america 17


— È impossibile! esclamò l’ingegnere.

S’avvicinò a quel buco e con suo grande stupore vide che c’era una tavola semi-interrata. Vi cacciò dentro una mano e sentì qualche cosa di tenero che facilmente cedeva.

— Scaviamo, disse.

Morgan e Burthon diedero mano ai picconi e frantumarono quella tavola già marcita e che aveva due metri di lunghezza e mezzo di larghezza. Tosto apparve una massa nerastra, allungata, circondata da oggetti scintillanti. Sir John accostò la lampada e guardò.

— Un cadavere! esclamò.

— Un cadavere qui! esclamò Morgan. Sepolto da poco?

— Da secoli, giacchè è ridotto allo stato di mummia.

— È un indiano?

— No.... oh!

— Cosa c’è?

— Ma questo è un chinese!

— Un chinese! esclamò il macchinista.

— Ecco qui delle scarpe dall’alta suola di feltro, una ventola, una lunga casacca di seta...

— Ma non vedo la coda, disse il Burthon.

— Che importa?

— I Chinesi hanno il cranio pelato, signore. Io ne ho visti molti a S. Francisco di California, e avevano tutti la coda.

— Prima dell’invasione dei Mansciuri i Chinesi non portavano la coda. Furono obbligati a radersi dai vincitori.

— E credete voi che questo chinese sia stato sepolto da tanti secoli? chiese Morgan. Cristoforo Colombo scoprì l’America nel 1492 e l’invasione dei Mansciuri avvenne molti e molti secoli prima.