Pagina:Salgari - Duemila leghe sotto l'America - Vol. II.djvu/56

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54 capitolo xix.


sviluppavano le lave anche quando s’alzavano fino a pochi passi da noi?

— Sì, Morgan.

— E da che dipende ciò?

— Dalla crosta di scorie che si forma subito sopra le lave. Questa crosta è una assai cattiva conduttrice di calore, sicché ne impedisce l’espansione. È stato più volte osservato che i torrenti di lava che escono dai vulcani non sono capaci di sciogliere le nevi. Molti viaggiatori videro delle antichissime nevi sotto le lave; Lyele ne vide sotto quelle eruttate dall’Etna, Philipphs sotto quelle del Nuevo De Chillan, dei geologi americani ne videro sotto le lave del monte Hooker. Nel 1860, per citarti un chiaro esempio della poca irradiazione delle lave, il vulcano islandese Kutlagaya vomitò ad un tempo lave e frantumi di ghiaccio.

— Che! Un vulcano che vomita del ghiaccio assieme a delle lave! esclamò il macchinista.

— Si, Morgan, delle lave e dei pezzi di ghiaccio.

— È incredibile, signore.

— Eppure è vero, Morgan.

— Ma se la crosta di scorie impedisce l’irradiazione, la lava deve conservare, sotto la crosta, il suo calore per un certo tempo.

— Per degli anni.

— Per degli anni!...

— E anche per qualche secolo. Alcuni viaggiatori degni di fede hanno affermato d’aver trovato delle lave ancora calde dopo un secolo che furono vomitate.

— È cur....

Uno scoppio tremendo, paragonabile allo scoppio simultaneo di cinquecento pezzi d’artiglieria, gli troncò la frase. La gran caverna oscillò for-