Pagina:Salgari - Duemila leghe sotto l'America - Vol. II.djvu/73

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sepolti vivi 71


— Dio ci protegge, disse sir John con una certa emozione. Amici miei, noi siamo salvi.

— Corpo d’un cannone! esclamò il meticcio. Non mi sarei mai consolato della perdita del nostro bravo battello. Ma, ditemi sir John, come lo faremo uscire?

— Scavando una galleria.

— E troveremo il fiume poi? chiese Morgan.

— Lo spero, macchinista. Scendiamo nel crepaccio.

L’ingegnere saltò nel battello e dietro a lui saltarono Burthon, Morgan e O’Connor.

L’Huascar fu minutamente visitato, ma non aveva subìto che qualche leggiera avarìa facilmente riparabile.

L’ingegnere guardò poi attentamente l’acqua racchiusa nel crepaccio sperando di vederla correre, ma era perfettamente immobile.

Esaminò la roccia che aveva segregato quel po’ d’acqua dal fiume, poi, afferrato un piccone, la percosse.

— C’è del vuoto, al di là, disse. State zitti.

Appoggiò un orecchio alla parete e ascoltò con profondo raccoglimento.

— Si ode nulla? chiese Morgan.

— Odo un sordo mormorìo, rispose sir John. Il fiume scorre lungo la roccia. Affrettiamoci a porci al lavoro prima che l’aria ci venga a mancare.

Afferrò il suo bowie-knife e sulla roccia tracciò un semi-cerchio abbastanza grande, prolungandolo un po’ sotto la superficie dell’acqua. Morgan, Burthon e O’Connor, armatisi di picconi, si.misero a picchiare con grande furia staccando grosse scheggie di granito. Verso il mezzodì due piedi di roccia erano stati strappati. I cacciatori, spos-