Pagina:Salgari - Gli scorridori del mare.djvu/25

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sino a pochi passi dai fuochi e parvero volerli varcare con un salto.

A quella comparsa inaspettata, marinai e negri si ritirarono precipitosamente e parecchi di loro si sarebbero dati alla fuga, se il pericolo di venir inseguiti, non li avesse costretti a rimaner presso l’albero.

– Non abbiate paura! – gridò il secondo. – Siamo in settanta e possiamo respingere qualsiasi assalto.

I due leoni, dopo di aver lanciato uno sguardo ripieno di ardente bramosia su quel gruppo d’uomini, si ritirarono e furono visti saltare per la pianura, assieme a una diecina dei loro compagni.

Dieci minuti trascorsero, senza che quei terribili animali si precipitassero verso i fuochi del campo, dieci minuti di viva ansietà pei marinai e per i negri. Poi un leone di grossa taglia, fu visto avvicinarsi rapidamente e celarsi dietro un folto cespuglio.

– Fermi! – gridò il secondo. – Sangue freddo e mirate bene. Una scarica generale basterà per disperdere questi divoratori d’uomini.

In quel mentre un marinaio uscì dal gruppo. Era di statura quasi gigantesca e noto per la sua forza più che erculea.

Brasiliano di nascita, era uno dei più fedeli marinai del capitano Solilach, pel quale pareva anzi avesse una specie di venerazione.

– Cosa fai, Banes? – chiese il secondo, arrestandolo con un gesto.

– Voglio mostrare a quel leone quanto pesano le palle dei nostri fucili – disse il gigante mettendo un ginocchio a terra e puntando l’arma che teneva in mano.

La belva vide il marinaio e si mise ad agitare vivamente la coda, battendosi i fianchi e mandando dei sordi ruggiti. Però rimaneva immobile dietro al cespuglio e parea volesse aspettare il momento opportuno per slanciarsi sull’uomo.

Banes, dopo d’aver mirato per alcuni istanti, fece partire il colpo.

Il leone fece un salto innanzi gettando un ruggito spaventoso e si slanciò fuori dal cespuglio.

– Toccato – disse tranquillamente il colosso, guardando il leone.

La fiera, resa feroce pel dolore causatogli dalla ferita, varcò la linea e piombò in mezzo all’accampamento.

Negri e marinai gettarono un grido di spavento, e si precipitarono addosso all’albero, ma l’ufficiale e il secondo ebbero bastante sangue freddo per tirare sul leone. Questi, nuovamente ferito, rivarcò i fuochi e sparve nelle tenebre.

– Dannazione! – urlò Banes, caricando il suo fucile. – Ecco là degli uomini che si vantano di essere coraggiosi e che invece di far fuoco urlano come oche.

I marinai, vergognosi, si schierarono dietro ai fuochi, giurando di massacrare tutti i leoni dell’Africa.