Pagina:Salgari - Gli scorridori del mare.djvu/71

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Gli schiavi saltavano, urlavano, piroettavano urtandosi gli uni con gli altri, mentre i suonatori si dimenavano come ossessi.

Alcuni gruppi di negri e specialmente le donne erano rimasti rincantucciati alle due estremità del frapponte, guardando con un misto di tristezza e di commiserazione i loro compagni, pensando forse che fra poche ore sarebbero passati sotto altri e forse ben più crudeli padroni.

Verso sera il capitano pose fine alle danze e fece riordinare i gruppi, poi fece accostare la nave alla spiaggia, mettendosi in panna di fronte ad una collina sulla quale doveva comparire il segnale.

La luna rischiarava a molte leghe d’intorno il mare e la terra; le stelle scintillavano a milioni, perdute nella profondità della volta celeste; la natura era tutta addormentata.

Era una di quelle belle notti d’America, che non si vedono che sotto i tropici.

Una leggera brezza, che trasportava sulle sue ali i balsamici profumi delle piante, spirava di tratto in tratto, e veniva a corrugar la placida superficie dell’oceano. Le rupi ed i monti della vasta isola, illuminati dai pallidi raggi dell’astro notturno, spiccavano vivamente sull’azzurro cupo del cielo, mentre i folti boschi della spiaggia erano avvolti in una misteriosa penombra.

L’equipaggio, immobile, non staccava gli sguardi dalla collina.

Passarono due ore, ma il segnale non compariva ancora: l’equipaggio e il capitano cominciavano a impazientirsi, quando un grido argentino attraversò l’aria e poco dopo si videro alcune ombre agitarsi sulla cima della collina.

– Sono essi – disse Solilach.

In quel mentre un rapido bagliore brillò, poi una fiamma viva e brillante, che durò alcuni minuti, avvampò fra le erbe.

– È il segnale! – esclamarono in coro i marinai.

Il capitano scese nella sua cabina, prese uno specchio e risalì sul ponte.

Aspettò ancora un minuto, poi lo espose in modo che la luce della luna si riflettesse.

Per alcuni istanti lo fece scintillare, proiettando la luce in direzione della collina.

Allora un altro specchio, tenuto dai compratori di schiavi vi rispose, poi si videro delle ombre discendere la collina e dirigersi verso la spiaggia.

– Possiamo sbarcare senza pericolo di venire sorpresi dagli incrociatori – disse il capitano. – Hanno segnalato che la costa è libera.

– Eccoli! Vengono! – esclamarono alcuni marinai.

Tutti gli sguardi si diressero verso terra, e videro un corpo nerastro e lungo, staccarsi dalla costa e avvicinarsi rapidamente al legno. A poco a poco quella cosa nerastra prese la forma di una canoa.

Si vedeva l’acqua spumeggiare, mentre il rumore lento e misurato