Pagina:Salgari - Gli scorridori del mare.djvu/79

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– Aspettiamo, avrò sempre il tempo di sbarazzarmi di quel pirata – mormorò, riprendendo la passeggiata.

Alcuni giorni trascorsero così.

Una mattina però il capitano, esasperato per la muta ironia che regnava costantemente sulle labbra del suo rivale e temendo che costui gli giuocasse qualche tradimento, lo affrontò nel momento in cui stava per tornarsene nella cabina, e piantandogli di faccia, gli disse con voce irata:

– Signore, è tempo di finirla! Pare che voi abbiate dimenticato che a bordo di questo legno vi è un capitano e che voi siete stato imbarcato in qualità di secondo. Se la continuate così, vi farò chiudere nella vostra cabina e guardare a vista.

Il signor Parry lo guardò per alcuni istanti senza rispondere, poi con voce beffarda disse:

– È dunque in prigione, capitano Solilach, che volete mettermi?

– Precisamente – esclamò il capitano, esasperato per quella fredda ironia.

– E posso chiedervi di qual delitto mi si accusa, e con qual diritto voi vi permettete di farmi guardar a vista nella mia cabina?

– Col diritto di capitano, prima di tutto – gridò Solilach portando una mano sul calcio della sua pistola.

– Signore io oggi sono qui come un passeggiero, ricordatevelo.

– Passeggiero o ufficiale, v’invito a finirla o darò ordine di trascinarvi nel quadro. La vostra condotta mi è ormai sospetta.

– Fatemi pure imprigionare, se lo volete, badate però ai casi vostri. Voi camminate sopra una mina – disse il secondo incrociando le braccia e guardando quasi con sfida.

– Cosa intendete di dire? Cos’è questa, una minaccia? – chiese Solilach e afferrandolo per un braccio lo scosse ruvidamente.

– Fatemi assassinare se lo volete, ma non vi risponderò più.

Il capitano, furibondo, trasse la pistola e lo tolse di mira.

– Parlate o vi uccido.

– Non ho nulla da dire signore.

– Badate!... Vi faccio grazia della vita, ma giuro che vi ucciderò alla prima vostra mossa sospetta.

Ciò detto rimise la pistola alla cintura, e volse le spalle a Parry, ritirandosi nel quadro.

Un triste sorriso era apparso sulle labbra del secondo.

– Mi ha risparmiato – mormorò. – Tanto peggio per lui. A questa sera... poiché bisogna finirla.

Il terzo ufficiale aveva sorpreso quel sorriso ed aveva provato una profonda impressione. Attese che il secondo si allontanasse, poi andò a raggiungere il capitano nella sua cabina, trattenendosi colà