Pagina:Salgari - Gli scorridori del mare.djvu/91

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L’intera notte l’equipaggio stette in coperta, continuando a bere e lasciando che la nave si dirigesse a suo capriccio. Verso l’alba però, il secondo, fattosi animo, comandò di gettare in mare i tre cadaveri, di lavare il ponte poi di radunarsi tutti sul cassero, avendo da fare loro delle importanti comunicazioni e per procedere alla nomina dei nuovi ufficiali.

Il capitano ed i suoi due compagni, rinchiusi in tre amache contenenti alcune palle di cannone, furono calati in mare assieme a quattro altri marinai caduti nel combattimento, poi con alcuni secchi d’acqua furono fatte sparire le numerose macchie di sangue che lordavano la coperta.

Il secondo, schierati i suoi uomini sul cassero, procedette tosto alla nomina d’un nuovo luogotenente e di due terzi ufficiali, avendo cura di sceglierli fra i più esperimentati lupi di mare ed i più valorosi, quindi espose i suoi progetti.

Il campo delle loro gesta non doveva essere l’Atlantico, oceano troppo frequentato dalle navi da guerra e che non poteva offrire alcun porto sicuro, bensì il Pacifico, più ampio, meno battuto dagli incrociatori e più ricco di rifugi.

Avendo, anni addietro, scoperta una roccia isolata in mezzo all’immenso oceano e fornita d’un comodo porto, voleva condurre colà la Garonna, onde quell’isolotto servisse di rifugio e come base alle loro future imprese.

Sua intenzione era di costruire una solida rocca, tale da poter resistere anche ad un bombardamento e da poter contenere, con piena sicurezza, i tesori che predavano.

Il progetto fu approvato ad unanimità dall’equipaggio, tanto avevano tutti completa fiducia nel nuovo capitano, anzi fu salutato con grida entusiastiche di:

– Viva il capitano Parry!... Viva la pirateria!...

L’adunanza stava per sciogliersi, quando il boccaporto di poppa tutto d’un tratto fu bruscamente sollevato e due uomini, uno bianco e l’altro nero, si scagliarono in coperta, mandando urla di furore.

Tutti i marinai si rifugiarono a poppa, ma il secondo, che non aveva perduto il suo sangue freddo, aveva armato rapidamente una pistola, gridando:

– Qui Banes! Qui Bonga!

I due uomini, che erano riusciti, ma troppo tardi, a forzare la botola della sentina, a quella chiamata si fermarono.

Poi Banes avventandosi verso il secondo, coi denti stretti ed i pugni chiusi, gridò:

– Dov’è il capitano?

– È morto – rispose Parry.

Un grido terribile di rabbia e d’orrore sfuggì dal petto del brasiliano.

– Morto! Morto!