Pagina:Salgari - I naviganti della Meloria.djvu/155

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e correvano all'impazzata verso il bacino, muggendo e scrosciando. Anche se i quattro esploratori avessero voluto prendere terra, non l'avrebbero certamente potuto, essendo le due sponde quasi tagliate a picco e la corrente troppo impetuosa per poterla rompere.

Il meglio che potevano fare era quello di lasciarsi trascinare nel bacino e poi attraversarlo. Già sapevano dove si trovavano le loro casse e la zattera dello slavo.

La loro corsa diventava sempre più rapida ed anche dolorosa poiché la corrente li sbatteva malamente contro le rive o addosso alle rocce che ingombravano il letto, ammaccando le loro costole e scorticando i loro piedi.

Padron Vincenzo faticava assai a tenere alta la lampada e già, due o tre volte, aveva corso il pericolo di fracassarla contro le sponde e di perderla.

– Mille demoni! – borbottava il bravo lupo di mare. – Se la continua ancora un po' verremo scorticati peggio di San Bartolomeo.

Ad un tratto giunse ai loro orecchi un muggito assordante e la corrente divenne vertiginosa.

Cos'era accaduto? Le acque s'erano aperte una nuova via, precipitando nel bacino?

– Dottore! – avevano gridato i tre pescatori, spaventati da quei crescenti muggiti.

– Lasciatevi portare – aveva risposto il signor Bandi.

– Vi è una cateratta dinanzi a noi? – chiese padron Vincenzo.

– Mi sembra.

– Verremo sfracellati, dottore.

– Non può essere molto alta e poi il bacino è profondo.

– E la lampada?

Il dottore provò un brivido.

Come si poteva impedire che si spegnesse se dovevano venire travolti dalle acque precipitanti nel bacino?

Era una cosa assolutamente impossibile.

– Dottore!

– Vincenzo!

– La lampada si spegnerà.

– Fate il possibile per tenerla fuor dell'acqua.

– La spuma già la bagna!

– Attenti!

Dinanzi a loro, agli ultimi sprazzi di luce della moribonda lampada, si vedeva l'acqua a spumeggiare rabbiosamente. Una pioggia leggera cadeva all'intorno.

La cascata non era che a pochi passi. Era alta? Era bassa? Vi erano sotto delle punte rocciose?

– Badate! – gridò un'ultima volta il dottore.

Erano oramai in mezzo alla spuma. Assordati dal fracasso, rotolati, spinti, e risospinti, i quattro disgraziati giravano su loro stessi come trottole, quasi impotenti a mantenersi a galla.