Pagina:Salgari - I naviganti della Meloria.djvu/16

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leggermente a babordo, lasciandosi dietro una scia che pareva d'argento.

Quantunque paresse tozzo, quel piccolo legno era un buon corridore che a vento largo e specialmente a vento in poppa, poteva filare comodamente i suoi otto ed anche dieci nodi all'ora.

Con simile velocità poteva giungere a Sottomarina, in meno di tre ore.

Già mezz'ora dopo aver lasciato la punta settentrionale dell'isoletta di Bacucco, si trovava attraverso la nuova foce del Brenta, il quale sbocca nelle vicinanze del forte di Brondolo.

Padron Vincenzo governò in modo da evitare quei pericolosi scanni di sabbia che il fiume forma alla sua uscita in mare, poi lanciò il bragozzo lungo il Lido di Sottomarina, una spiaggia bassa, sabbiosa, quasi disabitata, che difende, contro i furori dell'Adriatico, la ferrovia che va a mettere fino a Chioggia.

Su quel tratto di mare che si estende dal Brenta al porto di Chioggia non si scorgeva, in quel momento, alcuna nave, né alcun battello da pesca. Solamente fra le dune si vedeva brillare talvolta qualche lumicino, il quale indicava la presenza di un raccoglitore di conchiglie.

Alle tre del mattino il bragozzo, spinto sempre da una brezza favorevolissima, passava dinanzi alla batteria eretta sulla costa ed un po' più tardi andava a gettar l'àncora dinanzi al Lido di Sottomarina, a cinquanta passi dalla costa.

Padron Vincenzo con un fischio chiamò attorno a sé i suoi uomini, poi disse:

– Cerchiamo di essere prudenti.

– Era quello che volevo dirvi – disse lo slavo.

– Noi non sappiamo cosa voglia significare questo documento, dunque fino a che non l'avremo fatto decifrare, acqua in bocca.

– Silenzio assoluto – disse lo slavo, guardando minacciosamente i suoi compagni e mostrando il pugno. – Chi parlerà avrà da fare con me.

– Finiscila, chiacchierone e lasciami dire! – gridò il lupo di mare. – Può darsi che questo documento, così miracolosamente pescato, dopo forse parecchie centinaia d'anni, contenga delle indicazioni preziose che potrebbero essere di grande importanza anche per noi, quindi conserviamo il segreto. Io e Simone sbarcheremo qui e andremo a Sottomarina a cercare il dottor Bandi; voi vi rimetterete alla vela e andrete ad ancorarvi dinanzi al forte San Felice. Quest'oggi verremo a raggiungervi e vi metteremo al corrente d'ogni cosa. Siamo d'accordo?

– Perfettamente – risposero i cinque marinai.

– Calate adunque la scialuppa – concluse, padron Vincenzo.

Il canotto che si trovava presso la poppa, colla chiglia in aria, fu sollevato fino alla murata di babordo, appeso a due paranchi attaccati