Pagina:Salgari - I naviganti della Meloria.djvu/71

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In quell'istante, come per confermare le parole del pescatore, la scialuppa fu quasi sollevata verso poppa, poi respinta bruscamente da un lato.

Quasi subito due grosse teste emersero a quattro o cinque passi, mandando due rauchi sospiri, poi tornarono a inabissarsi.

– I pescicani!... – avevano urlato Michele e padron Vincenzo.

– Un altro urto come questo e la scialuppa cederà – disse il dottore, che si sentiva rizzare i capelli sulla fronte. – Se non ci affrettiamo a sbarazzarci di quei mostri, per noi la sarà finita.

– Eccoli! – gridò Roberto. – Attenti!...

Le due teste erano ricomparse a poche braccia dalla scialuppa, mostrando le loro bocche irte di denti triangolari.

Erano due grossi pescicani, forse più grandi di quello che era stato ucciso nella caverna. I due mostri, accortisi della presenza della scialuppa e probabilmente affamati, si preparavano ad assalire gli sventurati esploratori.

– Fuoco!... – urlò il dottore.

Una scarica accolse i due mostri.

Uno, colpito forse nel cervello, colò subito a picco, ma l'altro, solamente ferito, si mise ad avventare tremendi colpi di coda, sollevando delle vere ondate.

Reso furioso dal dolore, si contorceva come un serpente, mandando rauchi sospiri e rinchiudendo, con fragore, le formidabili mascelle.

Balzava a destra ed a sinistra come un pazzo, minacciando di dar di cozzo contro la scialuppa e di sfondarla.

Michele e Roberto si erano precipitati sui remi, mentre Vincenzo ed il dottore bruciavano le ultime cariche delle loro rivoltelle, cercando di ferire quell'agonizzante ancora troppo pericoloso.

La scialuppa, cappeggiando pesantemente sotto quelle incessanti ondate che la investivano da tutte le parti, minacciando di colarla a fondo o di sfracellarla contro le pareti del tunnel, si era allontanata di alcuni passi, quando ricevette un tale colpo di coda, da rovesciarsi sul fianco.

Fu un momento d'ansietà terribile pei quattro esploratori, perché avevano creduto che l'imbarcazione fosse stata sfondata di colpo da quell'urto poderoso.

– Coliamo? – chiese il dottore, bruciando l'ultima carica della sua rivoltella.

– No, signore – rispose Michele, il quale si era curvato per vedere se l'acqua aveva invaso il fondo della scialuppa. – Le casse hanno sopportato l'urto salvando il tessuto, ma non so se potremo resistere ad un altro colpo di coda.

– E questo dannato squalo che non si decide a morire!...

– Ci vorrebbe un buon colpo di scure sul muso – disse padron Vincenzo.

– Non possiamo avvicinarlo senza farci subbissare. Forza di remi, amici!...

Michele e Roberto non avevano bisogno di essere eccitati. Arrancavano