Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/100

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– Salperemo questa notte; già Hifo non è molto lontano.

– Andiamo nel fiume – concluse il cinese, vedendo che tutto sarebbe stato inutile per smuovere quell'ostinato dalle sue intenzioni.

La piroga virò subito di bordo, superò facilmente la barra formata da scoglietti a fior d'acqua e da banchi di sabbia ed entrò nel fiumicello.

Era quello un piccolo fiume, largo non più di sette od otto metri ed incassato fra due fitte muraglie di verzura.

Enormi fichi, i cui tronchi misuravano trenta e più metri di circonferenza e alti più di cento piedi, crescevano sulle sue rive, mescolati a casuarine, a cocchi ed a banani i quali proiettavano una cupa ombra.

I rami s'intrecciavano al di sopra del fiume, formando una vôlta compatta che impediva ai raggi del sole di penetrarvi.

Alcuni piccioni selvatici e qualche caralva attraversavano velocemente il fiumicello, fuggendo dinanzi alla piroga, mentre sulle rive si vedevano saltellare branchi di piccoli porci selvatici.

Il capo fece risalire la piroga per un trecento metri, poi la fece spingere verso la riva destra, dove si vedevano degli enormi ammassi di rizophore mangle, piante munite di radici innumerevoli e sottili che lanciano in alto dei fusti di mediocre grossezza.

Questi vegetali che s'incontrano dovunque nelle terre polinesiane e presso la foce dei fiumi, concorrono colle madrepore ad ingrandire le isole del Grand'Oceano Pacifico.

Le loro radici raccolgono e trattengono gli avanzi vegetali che il mare trasporta da lontano, i quali poi crescendo incessantemente, fanno scomparire la pianta primitiva dando luogo, col tempo, ad una flora ben diversa.

In tal modo s'inoltrano sempre più verso il mare e finiscono col riunire il suolo delle isole a quelle delle scogliere e degli isolotti, ingrandendo la terra primiera.

Il selvaggio, trovato un passaggio fra quella parete di verzura, vi fece cacciare dentro la piroga, in modo da nasconderla completamente, poi comandò di sbarcare.



14.

IL TRADIMENTO


Sao-King e Ioao avendo ormai capito che qualunque osservazione sarebbe stata inutile con quel selvaggio, raccolte le armi si erano subito slanciati sulle radici dei paletuvieri, onde raggiungere la riva già visibile.

Con loro stupore, nessun selvaggio li aveva seguìti, anzi pareva che si disponessero a ridiscendere il fiume, avendo impugnato nuovamente le pagaie.