Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/117

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– Avendo perduta la nostra piroga, volevamo pregarti di condurci dal capo Tafua. Se lo farai noi ti regaleremo un coltello d'acciaio che ti servirà per cacciare i grossi pesci delle caverne marine.

– E poi mi restituirete la piroga?

– Non ne avremo più bisogno.

– E mi darete uno dei vostri coltelli? – chiese l'isolano, mentre un vivo lampo di gioia illuminava i suoi occhi nerissimi.

– Lo avrai, appena ci avrai sbarcati al villaggio di Tafua – disse Sao-King.

– Io accetto la vostra proposta, però aiutatemi a ritirare a bordo il tamadao. Io lo venderò ai sudditi di Tafua.

– Non appartieni a quel capo? – chiese Sao-King, con sorpresa.

– No, io dipendo dal villaggio di Inoa.

– È lontano quello di Tafua?

– Cinque o sei ore di navigazione – rispose l'isolano.

– Tiriamo a bordo il tamadao e partiamo.

Il selvaggio esitò ancora qualche istante, poi rassicurato dall'atteggiamento tranquillo del cinese e forse più di tutto dalla giovinezza di Ioao, salì nella piroga, guardando con viva curiosità ora il primo ed ora il secondo.

– È una pittura di guerra? – chiese.

– No, è la pelle che è così – rispose Sao-King sorridendo.

Il giovane pescatore s'appressò al peruviano e provò a grattargli l'epidermide credendo forse di scrostarla, poi rinnovò il tentativo sul cinese.

– Uomini bianchi – disse.

– Sì bianchi – rispose Sao-King senza dare maggior spiegazioni.

Il selvaggio, soddisfatto prese le pagaie e sedutosi sul banco centrale si mise ad arrancare per dare la caccia al tamadao, il quale si contorceva a cinquanta metri dalla spiaggia, cercando di sbarazzarsi del piuolo che lo soffocava.

La piroga si era appena accostata, quando urla terribili rimbombarono verso la foce del fiumicello ed alcune frecce sibilarono sopra le teste dei fuggiaschi.

Quattro selvaggi si erano precipitati verso la spiaggia, agitando le loro mazze e gli archi.

Ena! Ena! – urlavano.

– Non fermarti! – gridò Sao-King al pescatore. – Signor Ioao, fuoco! Sono gli uomini del bandito!...

Il giovane peruviano aveva già puntato il moschetto.

Uno sparo rimbombò e uno degli inseguitori cadde con una gamba fracassata dal proiettile.

Il pescatore udendo la detonazione aveva lasciate cadere le pagaie