Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/27

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Una vera fortuna, ve l'assicuro! Sfuggireste in tal modo alla peste che minaccia tutti noi.

– E come spiegherete al mio governo la mia scomparsa? Ditemelo, signor Carvadho.

– Buon Dio! Durante le lunghe navigazioni si corrono molti pericoli. Un uomo può cadere in mare ed annegarsi, un altro cadere da un albero e fracassarsi il cranio; eppoi non vi è la peste a bordo? Posso dire che vi ha colto e che ho dovuto seppellirvi negli abissi dell'Oceano Pacifico.

– Ed i vostri marinai?

– Oh! Giureranno e affermeranno tutto quello che vorrò io, signor commissario.

– Basterebbe però uno solo che dicesse la verità per farvi appiccare. Sapete che il governo peruviano non ischerza – disse il signor de Ferreira con accento minaccioso.

– Quell'uno non vi sarà. Orsù, volete sbarcare? La terra è sempre in vista.

– No – disse il commissario con tono reciso.

– E se impiegassi la forza?

– Provatevi! – disse il commissario con accento di sfida e facendo due passi verso il gigante.

– Non lo farò – disse questi dopo un momento di esitazione. – Anzi, signore vi ridono la libertà, purché non vi impicciate nei miei affari. Lasciate che me la sbrighi io coi miei cinesi.

– Rifiuto.

– Come vi piace: Francisco, riconduci il signor commissario nella sua cabina e che sia guardato a vista.

Ciò detto volse le spalle al signor de Ferreira e se ne andò verso prora, brontolando:

– Ecco un uomo che mi darà più fastidi dei coolies.

Poi aggiunse con voce sorda:

– Fortunatamente siamo ancora lontani dal Perù e prima di giungervi troveremo il mezzo per sbarazzarci di questa mignatta!

Stava per salire sul castello di prora, quando vide un uomo aggrapparsi disperatamente ad una fune della trinchettina, fare uno sforzo supremo per mantenersi diritto, poi cadere pesantemente sul tavolato, contorcendosi convulsivamente.

Il capitano s'era arrestato, pallido come un cencio lavato, poi aveva fatto rapidamente due passi indietro, gridando:

– Accorrete, marinai!

Alcuni uomini si erano slanciati verso il castello, ma subito si erano arrestati senza osar di toccare il loro camerata che continuava a contorcersi mandando sordi gemiti.

– Capitano! – esclamò uno di loro, con voce rotta. – La peste!