Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/28

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Un'atroce bestemmia era sfuggita dalle labbra del gigante.

Anche il vecchio bosmano, che aveva ricondotto nella cabina il commissario, era accorso.

– È stato colpito dalla peste! – aveva esclamato. – Se scoppia anche in coperta, siamo perduti!

– Portatelo via! – gridò il gigante, con accento terrorizzato.

Nessuno però osava avvicinarsi al colpito, anzi tutti avevano sgombrato il castello ed il disgraziato era rimasto solo, dibattendosi fra le corde accumulate alla base del bompresso.

– Portatelo via! – ripeté il capitano tenendosi sempre ad una prudente distanza.

– E chi lo toccherà? – chiese il bosmano. – E poi dove metterlo?

– Fallo gettare nel frapponte.

– I cinesi lo faranno a pezzi.

– È uomo morto; che spiri prima o dopo cosa importa? – disse Carvadho con cinico accento.

– Sarebbe un'atrocità inaudita, capitano – rispose il bosmano.

– Allora gettatelo ai pescicani.

– Signore, è uno dei nostri! L'equipaggio non vi perdonerebbe mai una simile crudeltà – disse l'ufficiale argentino, il quale lo aveva udito.

La cosa era tanto evidente, che il capitano non aveva avuto il coraggio di ribattere parola all'osservazione del vecchio bosmano.

– Che cosa mi consigliate di fare, dunque? – chiese dopo qualche istante.

– Cerchiamo di curarlo – rispose l'argentino.

– Nessuno se ne incaricherà e poi non abbiamo rimedi a bordo. La farmacia è vuota da gran tempo e non mi sono più occupato di rinnovarla.

– Tentiamo qualche cosa, capitano – disse il bosmano.

– E dove collocare il colpito? Nella camera comune, sulla sua branda? Morreste tutti.

– V'è una cabina vuota sopra il quadro.

– E chi lo porterà colà?

– Io, signore.

– Ti prenderai la peste, Francisco.

– Sono ormai vecchio, capitano – disse il bosmano con un sorriso.

Ciò dicendo si slanciò sul castello, dicendo:

– Largo, paurosi!

Si curvò sul marinaio che continuava a dibattersi fra le funi, mandando grida strozzate. Il disgraziato era livido e aveva le labbra coperte da una schiuma sanguigna, mentre sul suo petto seminudo si vedevano delle larghe macchie lucide.

– Non perderti d'animo camerata – disse il bosmano. – La peste non sempre uccide.