Pagina:Salgari - I solitari dell'Oceano.djvu/69

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Come Sao-King e l'argentino avevano detto, la loro imbarcazione era costituita da due piroghe lunghe non meno di quindici metri, scavate nel tronco di due colossali alberi, colle punte molto rialzate e collegate da un largo ponte.

Portavano un unico albero, formato da due lunghi bambù rovesciati ad un angolo e sorreggenti una vela triangolare formata di vimini e di foglie intrecciate.

Sul ponte si vedevano dieci o dodici selvaggi, quasi interamente nudi, di statura alta, dai lineamenti regolari e dalla pelle oscura come quella dei malesi, a riflessi rossastri.

Tutti erano tatuati in nero, e nelle capigliature, assai folte ed arricciate, portavano dei lunghi pettini di legno.

Vedendo l'Alcione, avevano impugnate le loro armi consistenti in archi, in mazze enormi e piccole lance dalla punta d'osso.

– Pare che si preparino ad assalirci – disse Ioao, il quale aveva preso un fucile, mentre Sao-King puntava il pezzo del cassero. – Che osino tanto?

– Ora lo vedremo – rispose l'argentino, con voce tranquilla. – Non saranno certamente loro che avranno la pretesa di salire sulla nostra nave e di metterci allo spiedo. Abbiamo polvere e palle per tutti.

I selvaggi giungevano con furia, agitando le loro armi e mandando grida assordanti.

Giunti presso l'Alcione, virarono di bordo e si misero a seguirlo, reclamando, con gesti imperiosi, di abbassare la scala.

– Vogliono salire – disse Sao-King, il quale si era curvato sulla murata.

– Li comprendi tu? – chiese l'argentino.

– Sì, conoscendo io molti dialetti degli isolani dell'Oceano Pacifico.

– Che cosa vogliono adunque?

– Ve lo dissi già; salire a bordo.

– Prova a parlamentare e persuaderli a lasciarci proseguire per la nostra via, se non vogliono fare conoscenza coi nostri cannoncini.

I selvaggi cominciavano ad impazientirsi. Colle loro mazze percuotevano poderosamente i fianchi della nave e qualche freccia si era piantata nella vela di trinchetto.

Sao-King s'armò prudentemente d'un moschetto e dopo d'aver reclamato un po' di silenzio, chiese:

– Che cosa volete dagli uomini bianchi?

– Salire! – urlarono tutti.

– Non possiamo fermarci.

– Lancia una fune e noi vi raggiungeremo – disse il comandante della piroga, un bel vecchio che portava fra i capelli una penna rossa.

– E quando sarete saliti che cosa farete?