Pagina:Salgari - Il re della prateria.djvu/180

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– Tenete pronte le armi e avanti di galoppo! – gridò Sanchez.

Cacciarono gli sproni nel ventre dei cavalli e dei muli, e si rovesciarono sull'avanguardia, urlando e scaricando le armi nel più folto dei ranghi.

I bisonti, che dovevano essere già spaventati, udendo quelle grida e quelle detonazioni, si sbandarono da tutte le parti causando una confusione indescrivibile e precipitandosi addosso alle teste delle due colonne.

Sanchez, il marchese e tre mulattieri trovato dinanzi a loro un varco, vi si cacciarono dentro scaricando le loro pistole sugli animali più vicini, attraversarono l'avanguardia e fuggirono verso il nord-ovest, arrestandosi ai piedi di un'altura. Gaspardo e gli altri scomparvero in mezzo alla massa degli animali e più non si videro.

– Siamo salvi! – esclamò Sanchez, balzando da cavallo e salendo l'altura.

– Non ci raggiungeranno i bisonti? – chiese il marchese.

– No, poiché piegano verso il nord-est.

– Ma... e i nostri compagni? Non siamo che in cinque.

– Saranno usciti dall'altra parte.

– Che siano stati uccisi?

– No, señor. I bisonti fuggivano dinanzi a noi e non pensavano a rivoltarsi.

– Ma dove si saranno diretti?

– Lo ignoro; li ritroveremo più tardi.

– Purché non cadano nelle mani degl'indiani!

– Speriamo che sfuggano a quei pericolosi cacciatori. Se udremo degli spari, accorreremo in loro aiuto.

– Li vedete gl'indiani?

– Non ancora, ma non devono essere molto lungi. Odo le loro grida.

– Che ci scoprano?

– La notte è oscura, e per di più passeranno lontani. Tuttavia appiattiamoci fra le erbe e ricarichiamo le armi.

Intanto i bisonti continuavano a sfilare sempre correndo, piegando verso il nord-est. Le loro colonne procedevano fitte, occupando