Pagina:Salgari - L'Uomo di fuoco.djvu/173

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Il mozzo che era un abile arrampicatore, s'aggrappò ai bitorzoli del paiva ed in pochi momenti giunse sotto il nido.

I tordi, vedendo quell'intruso e sospettando forse le sue intenzioni, avevano cominciato a schiamazzare per attirare l'attenzione delle loro alleate ed a volare cercando di beccarlo.

Garcia, che non ascoltava che i brontolìi dei suoi intestini quasi vuoti, con un ultimo slancio si issò sulla piattaforma che era formata da un numero infinito di buche, ognuna delle quali conteneva un uovo.

Si riempì precipitosamente le tasche, con quattro scappellotti fugò la banda ciarliera e si lasciò scivolare di ramo in ramo.

Le mosche cartone, udendo i loro alleati a schiamazzare, giungevano in gran numero, pronte a punire l'audace, ma era troppo tardi.

Il mozzo si era lasciato cadere fra le erbe, restando fortunatamente in piedi.

Aveva nelle tasche più di sei dozzine d'uova.

Il marinaio ne prese uno e lo guardò attraverso un raggio di sole.

– Sono fresche, – disse, – Garcia ha avuto buona mano nella scelta.

S'affrettarono, a vuotarle. Non era veramente una colazione capace di empirli, essendo quelle uova piccolissime, però dovettero accontentarsi.

Si dissetarono in una pozza, poi ripresero l'interminabile marcia dirigendosi costantemente verso l'ovest.

Di quando in quando facevano una brevissima fermata per raccogliere qualche frutto o per prendere un po' di riposo, poi tornavano a galoppare spinti dalla speranza di trovare qualche altro fiume.

Tutto d'altronde indicava la vicinanza o d'un corso d'acqua o d'una savana sommersa: l'umidità crescente del suolo e la presenza di alcuni trampolieri, dei gallinago che somigliano ai nostri beccaccini, di piassoca dalle gambe lunghissime e di gallinelle acquatiche dalle penne turchine a riflessi dorati.

Anche le piante a poco a poco cambiavano. I grossi vegetali scomparivano e si succedevano invece delle cuiera, quelle enormi piante di zucca che occupano degli spazi immensi e delle iriartree panciute, piante bizzarre che sono sorrette da un gran numero di radici le quali escono dal suolo per parecchi metri.