Pagina:Salgari - L'Uomo di fuoco.djvu/314

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Ora scompariva in mezzo ai turbini di fumo che il vento spingeva verso ponente ed ora appariva alla luce delle fiamme come un dio della guerra, tuonando furiosamente contro quelle centinaia e centinaia di nemici.

Ma il fuoco guadagnava rapidamente. Le travi cominciavano a cadere e gli strati di foglie fiammeggiavano su tutti i punti. Il tetto minacciava di cadere seco trascinando i difensori.

– In ritirata, Garcia! – gridò ad un tratto Alvaro, che aveva finalmente compreso il pericolo che lo minacciava.

Si slanciò in mezzo ai turbini di fumo e si lasciò scivolare nell'interno del carbet.

Anche le pareti cominciavano a bruciare e nella capanna regnava già un calore insopportabile, un calore da forno.

Alvaro gettò intorno a sé uno sguardo disperato.

– È finita – ruggì. – Ebbene, sia; ma morremo coll'arme in pugno.

Spostò alcuni vasi e si slanciò sulla piazza gridando a Garcia:

– Carichiamo a fondo! Mostreremo a questi antropofaghi come sanno morire gli uomini dalla pelle bianca!