Pagina:Salgari - L'Uomo di fuoco.djvu/81

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che il canotto è assolutamente inservibile o che lo abbiamo riparato male, fa acqua da tutte le parti e le mie scarpe cominciano a nuotare.

– Abbiamo dell'altro canape e lo calafateremo meglio. Perdinci! Questo isolotto è un vero paradiso e faremo una indigestione di banani. M'immagino che quelli americani non saranno meno gustosi di quelli africani e di quelli asiatici.

– E vi sono anche degli uccelli signore, se vorremmo regalarci un arrosto più saporito di quello di stamane.

– E gl'indiani, te li sei dimenticati? Se udissero in questo momento uno sparo non tarderebbero ad accorrere. Hanno troppa passione per la carne bianca.

– Già, la crederanno di pollo – rispose il mozzo, sforzandosi di celiare.

Legarono il canotto sulla riva e sbarcarono portando con loro le armi e le munizioni.

L'isolotto era coperto d'erbe foltissime e da gruppi d'alberi sotto i quali regnava un'ombra deliziosa. Bande di leggiadri trochilus minimus, i più piccoli degli uccelli mosca, svolazzavano sopra i loro nidi in forma di cono rovesciato, trillando e battagliando con grande ardore, poiché per quanto siano piccoli non sono meno bellicosi degli altri volatili.

– Ci staremo bene qui, – disse Alvaro, – e potremo aspettare, senza troppo annoiarci, che gl'indiani se ne siano andati.

– Avremo però da risolvere l'eterna questione della colazione o del pranzo, signore, – disse il mozzo, – e mi pare che non sarà facile su questo pezzetto di terra.

– E non pensi che io ho degli ami?

– Ah! È vero, me n'ero dimenticato, signore.

– Facciamo il giro della nostra possessione e poi getteremo gli ami. Troveremo qualche vermiciattolo fra queste erbe.

Seguirono le rive dell'isolotto, battendo i cespugli coi calci degli archibugi, onde accertarsi che non vi fossero serpenti, poi si fermarono presso un gruppo di canne palustri osservando attentamente l'acqua.

– Ho veduto delle ombre a scivolare fra le foglie delle piante acquatiche – disse Alvaro. – I pesci non devono mancare in questa palude.

Il mozzo aveva già raccolto parecchie larve e sfilacciata una sagola che gli serviva a sostenersi i calzoni. Tagliarono due canne, prepararono gli ami e si provarono a lanciarli in mezzo alle larghe