Pagina:Salgari - L'Uomo di fuoco.djvu/84

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acute che somigliano allo squillo d'una campana od al battere d'un martello su un incudine.

– Come è tetra questa palude – disse Alvaro che sorvegliava la cottura dei due traira. – Mi mette indosso una tristezza infinita.

– E anche a me, signore, – rispose il mozzo, – e amerei meglio trovarmi sulle sponde della baia.

– Vi torneremo presto, ragazzo mio. Domani attraverseremo questa palude e marceremo verso oriente fino a che l'avremo ritrovata. Non dobbiamo essere lontani più d'un paio di miglia. Ah!

– Che cosa avete, signore?

– Hai assaggiata l'acqua di questa palude?

– Non ancora.

– Se fosse invece una laguna comunicante col mare?

– Faremo presto a saperlo. Finché voi levate dal fuoco i pesci, io vado a bere una sorsata d'acqua, quantunque sia così nera da non far gola nemmeno ad un assetato.

Il mozzo si alzò e s'avvicinò alla riva immergendovi una mano.

– È salmastra – disse. – Che questa palude abbia qualche comunicazione col mare non v'è dubbio.

Stava per rialzarsi quando vide passare, a dieci o dodici passi dalla riva una massa oscura che pareva formata da un ammasso di piante acquatiche e gli pervenne agli orecchi un vagito.

– Un isolotto che cammina e che piange come un bambino – esclamò.

Un rumor sordo, come quello che produce una cassa nel rinchiudersi lo avvertì di guardarsi da quell'isolotto.

– Che sia un caimano? – si chiese rabbrividendo.

Anche Alvaro aveva udito quei rumori e si era affrettato ad accorrere, portando i due archibugi.

– Che cosa fai Garcia? – chiese vedendo che il mozzo non si muoveva.

– Quella brutta bestia deve spiarci, signore, – rispose il ragazzo, – ammesso se sia veramente una bestia non vedendo io altro che delle canne che passeggiano sull'acqua.

– Non vorrei trovarmi nella bocca che si nasconde sotto quelle piante acquatiche – disse Alvaro. – Non sono i caimani né così enormi né così feroci come i coccodrilli africani, tuttavia sono sempre pericolosi e non sdegnano la carne umana, anzi.

– Degni vicini dei selvaggi. In questo paese sono tutti divoratori