Pagina:Salgari - La Città dell'Oro.djvu/133

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Una freccia mortale 125

noto soltanto per una gigantesca cascata situata presso la sua sorgente, ma che produce tale fracasso da udirsi perfino alla foce; poi il Suapure più sotto, grosso affluente pieno di cascate e di passi assai pericolosi, che bagna un paese ricchissimo di mele selvatiche ed abitato dalla tribù dei Pafechi; quindi il Pao, il Cauxi, il Vacari, il Sinaruco, il Capure che viene considerato da taluni come un ramo del Meta e pel quale sarebbe disceso Barreo, il primo dei conquistatori spagnoli che tentò d’impadronirsi di quella immensa e ricca regione.

Dieci giorni dopo la loro partenza dalla piantagione, toccavano la foce del Cassanare, grande fiume che scaricasi nell’Orenoco venti leghe a settentrione del Meta, che si può navigare un mese intero senza toccare le sue sorgenti e che bagna un paese dei più fertili della Columbia.

Un tempo le sue sponde erano gremite di borgate erette dai gesuiti, ma gl’indiani ben presto le disertarono per ritornare all’antica vita selvaggia, ben più cara a loro della vita civile e sedentaria.

Anche sulle sponde dei fiumi vicini, sull’Urupi che lanciasi nell’Orenoco da una rupe altissima detta la Tigre, e sul Sinaruco, nel diciassettesimo secolo i gesuiti avevano raccolto in borgate le tribù dei Cirecoi