Pagina:Salgari - La Città dell'Oro.djvu/207

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XIV.

I lamantini dell'Orenoco

Un animale, lungo dodici piedi, si agitava dinanzi alla scialuppa. Somigliava ad una foca, ma aveva la testa piuttosto allungata che arrotondata, fornita d'un pelame lungo che somigliava ad una capigliatura, occhi neri e vivaci, col petto fornito di grosse mammelle che gli davano l'aspetto d'una di quelle sirene inventate dagli antichi; il corpo simile a quello dei pesci, ma con due pinne lunghe e strette che si potevano scambiare per vere braccia, ed una coda larga. L'acqua attorno era rossa di sangue, e ciò indicava che era stato ferito, e forse gravemente, dallo sperone acuto dell'imbarcazione.

Al grido lanciato dal dottore, Yaruri, che pareva avesse riacquistato prontamente le sue forze, si era