Pagina:Salgari - La Città dell'Oro.djvu/247

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La cataratta di Ature 239

Si vedevano apparire e scomparire grossi storioni, trote, legioni di acari che sono pesciolini rotondi di colore verdognolo ma molto delicati; di cascudo, pesci lunghi venticinque centimetri, neri sopra, rossicci sotto e colle squame durissime; di raje spinose, di piraja, i cui morsi sono pericolosi e di pemecru, che nascondono i loro piccoli nelle branchie.

Quell’abbondanza aveva fatto radunare colà moltissimi caimani, i quali giocherellavano fra di loro inseguendosi, ora mostrando le loro formidabili mascelle armate di terribili denti, o le potenti code rugose. Alcuni invece si azzuffavano ferocemente fra di loro, mordendosi e insanguinandosi.