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L'agguato degl'indiani 245

sono facilissime a tagliarsi, essendo il loro legno fragile e leggero, ed hanno una circonferenza ragguardevole.

Al comando dell’indiano tutti avevano ritirato i remi e la scialuppa, non più sorretta, aveva virato di bordo lasciandosi trasportare dalle acque. In pochi istanti giunse in fondo alla cateratta, oscillò spaventosamente imbarcando parecchie ondate, poi si rialzò girando su se stessa.

Quasi nell’istesso momento i tronchi colossali precipitavano giù per l’ultima china. Yaruri, don Raffaele ed i loro compagni avevano rapidamente riafferrati i remi per evitare un urto, ma mancò a loro il tempo.

Uno di quei tronchi, il più enorme, investì la scialuppa a poppa e con tale impeto da spaccarla. Le onde della cateratta in un baleno si rovesciarono attraverso all’apertura, sommergendo le casse.

— I fucili e le munizioni! — urlò don Raffaele. — Tutti sull’albero!

Gli uomini balzarono sulle loro armi che stavano sui banchi, afferrarono alla rinfusa quanto era a portata delle loro mani e s’aggrapparono alle griselle dell’albero.

Erano appena giunti sul picco della randa, che la scialuppa affondava, scomparendo sotto le acque spu-