Pagina:Salgari - La Città dell'Oro.djvu/358

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XXIV.

Il supplizio del traditore

La festa di Raynù, che gli Inchi celebravano in onore del Sole, e che gli abitanti della Città dell'Oro avevano conservata, i soli forse di quella grande nazione ferocemente dispersa dai conquistatori spagnoli, era una delle più grandi, delle più pompose, delle più magnifiche degli antichi peruviani.

Scadeva nel solstizio boreale, quando cioè il sole, toccato già il punto più lontano del Perù, muoveva a recargli ogni giorno crescente luce e calore, infondendo nuova vita a tutta la natura.

Gl'Inchi la solennizzavano con un apparato sfarzoso, ma prima vi si preparavano con un digiuno di tre giorni, durante i quali non era permesso di accendere fuoco in nessuna casa, ma si accordava agli abitanti