Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/17

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Laurvik 9

gettata e scende maestosamente verso le cupe acque dello Skager-Rak, mentre dalla riva si sventolano i fazzoletti e si gettano in aria i berretti.

Urrà per i valorosi che vanno al polo!... – urla un’ultima volta papà Nerike con voce rimbombante.

La sua voce non giunge più a bordo della nave. Essa è già in mare e fila lungo le alte e ripide coste della Norvegia meridionale colla prora volta verso il profondo fjord di Christiania.


Capitolo II

La «Stella Polare»



La nave sulla quale il Duca degli Abruzzi stava per intraprendere il viaggio polare, non era stata, come il Fram di Nansen, espressamente costruita.

Visita della Giunta comunale di Christiania. Era un legno che aveva già fatto le sue prove fra i ghiacci delle regioni artiche, sotto gli ordini dei capitani norvegesi Larsen e Jacobsen, due dei più intrepidi lupi di mare dell’oceano settentrionale ed anche due dei più famosi cacciatori di foche e di morse.

Varato nel 1882 sotto il nome di Jason, ossia di Giasone, prima che ne facesse acquisto il Duca degli Abruzzi, si era già spinto parecchie volte fino allo Spitzbergen, onde cacciare quegli anfibi ed anche più a settentrione e, bisogna dirlo, sempre con felice esito.